Decreto Liquidità: le misure per il sostegno finanziario di imprese e professionisti

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 8 aprile 2020, il decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) che introduce misure urgenti per favorire la ripresa economico finanziaria del Paese, in materia di accesso al credito per imprese e professionisti, supporto all’export, sostegno alla continuità delle aziende, sospensione di alcuni adempimenti fiscali, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica (golden power) e di giustizia.

Di seguito l’analisi delle principali misure di nostro interesse previste dal decreto legge.

Sostegno alla liquidità

Il decreto Liquidità istituisce un sistema di garanzie, da 400 miliardi di euro, articolato su due livelli:

– Il primo farà riferimento al Fondo centrale di garanzia PMI, ulteriormente rafforzato, dopo l’intervento del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020);

– Il secondo ordine di garanzie sarà rilasciato da SACE e interesserà tutte le imprese, senza limiti di fatturato. 

  1. I prestiti del Fondo di Garanzia vengono concessi alle piccole e medie imprese e dalle persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza Covid-19 (come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’articolo 47 del D.P.R. n. 445/2000) con le seguenti regole:
  • soggetti che richiedono fino a 25 mila euro, la garanzia prevista è del 100 %, senza valutazione del merito di credito.

Sono prestiti automatici e le banche possono concederli senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia. Il prestito è a sei anni, con rimborso capitale non prima di 18 mesi.

attenzione:

il prestito massimo concedibile con queste regole, come detto, è di 25mila euro, ma comunque non può superare il 25% del fatturato.

Per tali finanziamenti la garanzia sarà concessa automaticamente, senza valutazione e il soggetto finanziatore eroga il finanziamento coperto dalla garanzia del Fondo, subordinatamente alla verifica formale del possesso dei requisiti, senza attendere l’esito definitivo dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo medesimo.

  • Soggetti che chiedono il finanziamento fino a 800mila euro: garanzia al 90%, a cui si può aggiungere quella dei Confidi, portando quindi anche in questo caso la copertura al 100%).

La garanzia dei Confidi può essere cumulata con quella dello stato solo se l’impresa fattura fino a 3,2 milioni di euro. I prestiti devono essere d’importo non superiore al minore tra il 25% dei ricavi 2019 e l’importo di 800.000 euro.

  • soggetti che chiedono oltre 800 mila euro e fino a 5 milioni la garanzia prevista è del 90 %

attenzione:

Potranno accedere al Fondo anche imprese con inadempienze probabili o con esposizioni “scadute o sconfinanti deteriorate”, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020, e le imprese ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale dopo il 31 dicembre 2019.

Possono anche richiedere il credito:

  • le imprese che dopo il 31 dicembre 2019, sono state ammesse al concordato con continuità aziendale;
  • le imprese che hanno siglato accordi di ristrutturazione;
  • le imprese che hanno presentato un piano attestato(articoli 186-bis, 182-bis e 167, R.D. n. 267/1942).

 

2.  Lo Stato  attraverso la società SACE, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, garantisce le banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

Anche questi prestiti in realtà possono riguardare le PMI: il decreto prevede che riguardino imprese di ogni dimensione. Attenzione però: per le piccole e medie imprese, anche individuali o Partite Iva, l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Le imprese potranno ottenere una copertura dell’importo del finanziamento sulla base del numero dei dipendenti e del volume del fatturato, precisamente per:

– le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;

– le imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro ottengono una copertura pari all’80% dell’importo del finanziamento;

– le imprese con un fatturato sopra i 5 miliardi ottengono una copertura pari al 70%.

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda e, per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

 

Misure per garantire la continuità delle aziende

Al fine di assicurare la regolare prospettiva di continuità aziendale, per le imprese che prima dell’emergenza sanitaria erano in equilibrio, il decreto prevede una serie di misure:

– possibilità in sede di redazione del bilancio in corso, di adottare i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso;

– eliminazione delle cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale;

– coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Anche per la disciplina del fallimento sono state considerate le seguenti misure:

– sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, che saranno improcedibili sino a quando durerà l’emergenza; Restano, ivece, procedibili i ricorsi presentati dal pubblico ministro accompagnati dalla richiesta di emissione dei provvedimenti cautelari o conservativi di cui all’art. 15, comma 8, l.f., mentre, allo scopo di evitare che il blocco precluda irreversibilmente la proposizione delle istanze nei confronti delle imprese cancellate o venga a riverberarsi in senso negativo sulle forme di tutela della par condicio creditorum

– sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie);

– viene disposto il rinvio integrale dell’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) al 1° settembre 2021;

 

Misure fiscali e contabili

In aggiunta alle misure già previste con il “Cura Italia”, si dispone:

– la sospensione del pagamento IVA, ritenute e contributi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% dei ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% per chi ha redditi superiori a 50 milioni;

– la sospensione in ogni caso dei detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;

– la sospensione del versamento IVA per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), se il calo del fatturato sia di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

I versamenti sospesi saranno effettuati a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate.

La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio.

Tra le altre misure:

– l’estensione al 16 aprile del termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile;

– viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro;

– viene consentito all’INPS di rilasciare un PIN semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto.

 

Giustizia

Viene previsto l’ulteriore spostamento, dal 15 aprile all’11 maggio, del termine concernente:

– il rinvio d’ufficio delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari,

– la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali (indagini preliminari, adozione di provvedimenti giudiziari e deposito della loro motivazione, proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali);

– la sospensione dei termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.